METAMORFOSI 2016-2017

Trittico
Stampa Fine Art su carta Ilford Galerie Gold Fibre Silk

Dimensione singola immagine 26 x 39 cm
ed / 9
Dimensione singola immagine 12 x18 cm
ed / 7

METAMORFOSI

Un’amica mi ha detto che stare nell’acqua corrisponde
a non avere radici, è un osteopata che gliel’ha detto.
Invece io sento che stare nell’acqua è un modo per connettersi a sé stessi:
parliamo forse delle stesse radici?

Una pinna /gambe di donna nell’acqua/ una montagna incendiata.

Una pinna di creatura che dà vita a donna che nell’acqua dà origine ad una montagna (incendiata) chiamata Vesuvio, al maschile, in quanto vulcano.

Trovo invece che chiamarla Montagna sarebbe più appropriato, poiché la montagna è femmina, è terra che, sebbene infuocata all’interno, resta comunque immensa elargizione di fertilità e dolcezza. Tuttavia è da tempo declinato al maschile, come se fosse necessario dare a tanta energia femminile, dal corpo della sirena partoriente e generatrice addirittura di una città-civiltà, un contrappunto maschile: dal Vesuvio all’icona intramontabile di San Gennaro (che ha nel tempo spodestato Partenope e poi Santa Patrizia).

Questo trittico è un viaggio che interroga-evoca tre forme di una stessa madre-origine:
Barbara incontra la madre, la sirena e la montagna di rosso ammantata;
Barbara incontra, nel suo errare, aspetti diversi di un’unica essenza femminile e materna in cui, forse, si rispecchia.

“Metamorfosi” è traccia visuale e materica della ricerca di Barbara : vagando per la città aspetta di sentirsi chiamata dai luoghi e dalle cose contenute dentro Napoli-Partenope, frammenti di questo poderoso corpo-città che chiedono di essere visti e ascoltati.

In questa modalità rabdomantica, Barbara si mette in ascolto e raccoglie queste chiamate,
questi canti.
Come lo specchio restituisce l’immagine.
Come certi cetacei emettono suoni che raggiungono la preda e permettono di individuarla.
Come una creatura che si guarda, una volta nata.

— Liuba Scudieri. Antropologa.